Racconti di vita frugale, di autoproduzione, decrescita, riciclo, decluttering e downshifting , che sono parole spesso citate nei miei post. Uno stile di vita semplice, progetti creativi e di vita di una famiglia assolutamente sperimentale e di due bambine. Idee che dalla mia testa finiscono su queste pagine. Gocce di vita, esperienze e ricette da condividere e da copiare! Benvenuti in questo mondo!

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lunedì 13 aprile 2020

Le feste in quarantena



Se lo scorso anno mi avessero detto che come oggi , come ieri, sarei dovuta rimanere chiusa in casa mi sarei fatta una bella risata. Infatti, come da tradizione, le nostre giornate di Pasqua e Pasquetta sono sempre state all'insegna della convivialità, in campagna, dai nostri amici. Forno acceso, pane pronto per essere infornato, pizza gogo lunghe camminate nelle campagne circostanti . Immancabile, la frittata di asparagi! Purtroppo quest'anno abbiamo dovuto fare un' inversione di rotta , quindi la nostra pasquetta si è svolta sul terrazzo. Il sole è stato complice, un piacevole tepore ci ha accompagnati per tutta la giornata. All'insegna di un picnic quasi reale, abbiamo pensato di fare un pane lievitato con i semi di finocchio , morbido, altissimo, che ci siamo divertiti a farcire con le verdure. Quest'anno, come da tanti anni a questa parte, non abbiamo neanche voluto l'uovo tradizionale, troppa carta, troppi imballi. Lo abbiamo sostitutito con le nostre tradizionali cullure, dolci poco dolci di pasta frolla a forma di ghirlanda, che domani vi mostrerò. 
La clausura ci porta a vivere la vita molto lentamente, apprezzando ogni singolo momento trascorso insieme. La medaglia ha sempre due facce: è vero si sta in casa, ma quanto tempo stiamo guadagnando per condividere momenti di aggregazione familiare che altrimenti sarebbero stati centellinati a causa del lavoro, della vita frenetica, dei vari impegni che ci hanno tenuti prigionieri della quotidianità. Adesso, lo yogurt sta fermentando, il pane sta lievitando, il kefir sta per essere travasato, la musica ci accompagna in queste lunghe giornate, che si concludono normalmente con la visione di un bel film. Un'altra cosa che sto attrezzando di questa quarantena e il tempo che mi sono ritagliata per leggere quella pila di romanzi che avevo lasciato nel nello scaffale, uno su tutti, la biografia di Laura Ingalls, e la sua vita fantastica nelle praterie americane della fine dell’ottocento. Stranamente le ragazze non si lamentano, hanno perfettamente capito che occorre stare in casa e che ci saranno bei momenti futuri da trascorrere all'aperto, con gli amici. Buona serata, carissimi!

mercoledì 27 febbraio 2019

l'incredibile leggerezza del fare

Qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare, incominciala! L’audacia ha in sé genio, potere e magia
(Goethe)

In effetti, se non si incomincia e se non si prova, non si saprà se si è riusciti a fare qualcosa.
E' da qualche anno che mi sono avvicinata al magico mondo dell'autoproduzione, sicuramente per motivi etici ed ecologici e , perchè no, per risparmiare parecchio denaro.
il discorso sarebbe lungo: si risparmia se si compra al discount, ma non sempre ciò è garanzia di qualità. si spende troppo per una famiglia quadrimembri se si va in farmacia.
se poi a questo si aggiunge lo smodato spreco di plastica e di carta passa la voglia completamente.
non sono una biologa, non sono un'alchimista e neppure una farmacista.
lungi da me l'idea di circondarmi di alambicchi e pozioni, mi piacerebbe ma sarei totalmente incapace.
però, dopo una luuuuunga autoformazione, credo di aver raggiunto dei compromessi.
il mio autoprodurre cosmetici parte da uno studio allarmante sulle componenti dei normali prodotti di consumo quotidiano: detersivo, dentifricio, detergente intimo/viso/corpo.
non vorrei essere catastrofica, ma molti di questi prodotti contengono sostanze nocive, quali i parabeni nel migliore dei casi e la formaldeide nel peggiore.
insomma, ad un certo punto ho detto basta!
il tutto sopracitato parte da semplici prodotti, facilmente reperibili:

  • sale
  • bicarbonato
  • argilla
  • sapone di marsiglia
  • olio di oliva
  • olio di mandorle
  • glicerina
  • olii essenziali
oggi pomeriggio, per esempio, ho fatto il detergente mani/viso/corpo in pochissime mosse
non è la mia prima volta, ragion per cui non ho incominciato a scrivere dei post in merito prima

mi sono serviti:
  • 2 lt di acqua 
  • 50 gr sapone marsiglia puro (ho optato per i provenzali bio-normalmente utilizzo il sapone autoprodotto con la magica Daniela, al momento fuori sede..e da sola ancora non mi sento di utilizzare la soda)
  • 2 cucchiai di olio di mandorle
  • 2 cucchiai di glicerina vegetale
  • 10 gocce di olio essenziale di vaniglia (ho utilizzato quello commestibile!)
io ho utilizzato il bimby ma se ne può tranquillamente fare a meno. l'ho utilizzato perchè ho una vecchia coppa che uso solo per preparazioni non alimentari (ma so che c'è chi lo utilizza tranquillamente per tutto, visto che gli ingredienti sono naturali) che mi fanno guadagnare tempo e mi velocizzano il tutto.
quindi, per chi ha il bimby: 
  • tagliare grossolanamente il sapone e polverizzarlo gradualmente per una decina di secondi
  • aggiungere acqua, olio e glicerina e fare andare per 13 minuti a 80°
  • al 14° minuto aggiungere 10 gocce di olio essenziale
  • travasare nei contenitori
con questo quantitativo ho ottenuto 2 litri di sapone, non ho prodotto imballi, non metto sulla pelle misture eccessivamente nocive.
senza bimby si lascia sciogliere il sapone lentamente e si fa bollire per quindici minuti, un paio di minuti prima di spegnere la fiamma si aggiunge l'olio essenziale e si mescola delicatamente.

il sapone si conserva per qualche mese, di più non ho mai provato perchè ne produco per il tempo necessario, considerando che si prepara in un quarto d'ora.
l'olio di vaniglia può essere sostituito con l'olio di lavanda, di agrumi e si può aggiungere anche una goccia di olio di tea tree

la glicerina e l'olio di mandorle sono facilmente reperibili in qualsiasi parafarmacia, farmacia, sito web o, se in grandi quantitativi su naissance,com che li vende in bottiglioni da litro.

il costo totale per 2lt di prodotto, in proporzione agli ingredienti utilizzati, non arriva neanche a 2 euro.
e voi che aspettate mettere le mani..nella saponetta?
e noi? al prossimo spignatto:)




lunedì 25 febbraio 2019

elogio alla lentezza


La lentezza è la vera ricchezza.
(Proverbio)

Più guardo avanti e più mi piace la lentezza. Non la lentezza del bradipo, ma la lentezza delle emozioni, quella che mi induce alla riflessione ed al sentimento.
La lentezza come piacere di costruire i pensieri, senza fretta. Piccoli ritagli di tempo. Già, tempo, quello che scorre veloce ma che noi, con il nostro atteggiamento, possiamo rallentare.
Non che io abbia paura di invecchiare o di vivere nuove vite; non vorrei però voltarmi indietro e non trovare momenti e memorie, perchè magari troppo impegnata nella velocità della quotidianità.
Chiaro, costa qualche sacrificio in termini economici. Fare straordinari, ricoprire nuovi incarichi fa lievitare le finanze..ma fino a che punto..ed a che prezzo?
Fino a qualche anno fa uscivo di casa al mattino e rientravo non prima del tramonto, almeno 3 o 4 volte la settimana.
Poi mi sono fermata un attimo, ho rallentato, ho riflettuto, ho ponderato ed ho lasciato tutto ciò che era superfluo e non indispensabile.
E' stata una delle scelte migliori della mia vita.
Sono rinata. Ho riorganizzato le giornate, ho dedicato il tempo libero a ciò che occorre per compensare l'altra mezza giornata di lavoro, ascoltando musica e chiacchierando in compagnia di belle persone. E che sarà se non potrò avere l'ultima mise del famoso stilista o la borsa dei vip? Ci sono cose, alla fine, che non si comprano. Ma sono scelte personali, non condivisibili ma ugualmente degne di nota e di rispetto, reciprocamente parlando.
Allo stato attuale, ho uno stipendio modesto da dignitoso, molte mezze giornate da dedicare alla famiglia, all'autoproduzione, agli scambi ed agli amici (non necessariamente in questo ordine). E vado avanti cercando, nel mio piccolo, di diffondere una nuova filosofia di vita e delle nuove abitudini, fatte di condivisione e cose piccole, ma grandi ed appaganti. E sono contenta di leggere parole dedicate a me, da perfetti sconosciuti, per i quali sono un pochino ino di ispirazione. Chissà che un giorno non metta nero su bianco...;)
buona serata 



sabato 23 febbraio 2019

Davanti ai pois vado in visibilio.


Faccio sempre ciò che non so fare per imparare come va fatto.
– Vincent Van Gogh –

è esattamente ciò che faccio io :)
molti conoscono la mia insana passione per le stoffe a pois. ed anche per le stoffe americane con le stampe strane.
il binomio è vincente in un pomeriggio di pioggia, vento e qualche fiocco di neve.
di fronte ad una tazza di tè i miei pensieri vanno lontano e ,me mie mani guidano la macchina da cucire. 
le idee vengono strada facendo. ho voglia di sperimentare. ed ecco apparire un portatorta foderato a pallini, un sacchetto porta biscotti e, con gli avanzi di una stoffa gufettosa un portapenne per la mia cattedra. finalmente ho trovato un alloggio per il bottone di ceramica che una delle mia figlie ha creato qualche anno fa.
cucire mi rilassa, il ticchettio della pioggia e quello della macchina mi hanno accompagnato in questo pomeriggio di fine settimana. nel frattempo ho anche sfornato una ciambella per la colazione di domani. il bottino è soddisfacente. regalerò il portatorte alla collega che mi ha riempita di complimenti per il mio come dire..shuè shuè..consumeremo la ciambella domani. senza produrre rifiuti. piano piano, con qualche rinuncia, e con grande soddisfazione, scendiamo verso la descescita..assolutamente felice ;)
buon fine settimana a tutti voi



domenica 10 febbraio 2019

la storia favolosa di una vecchia camicia

- non puoi vivere una favola se ti manca il coraggio di entrare nel bosco-

c'era una volta una vecchia camicia, parecchio demodé, gialla e azzurra. se ne stava sola soletta fino a che qualcuno si accorse della sua esistenza. bastarono un paio di occhiate per capire che quel capo ancora aveva qualche lustro da vivere. così, con dei nastri ed un pò di filo, nacquero dei sacchetti utili per confezionare qualche ovetto di cioccolato per i piccoli di famiglia.
questa storia è a lieto fine. ma tante storie simili hanno un finale triste. perchè corriamo troppo, non abbiamo tempo, voglia e costanza di pensare ad un utilizzo alternativo. frettolosamente buttiamo senza dare seconde possibilità. ma una seconda chance c'è sempre. occorre guadagnare lentezza e riflettere. ieri sera leggevo un articolo molto interessante ed inquietante sul devastante impatto ambientale dato dalle fibre tessili sul pianeta. perchè oggi si corre dietro alla moda, ai capi low cost che sortiscono lo stesso effetto ambientale degli usa e getta. allora perchè non rivalutare i capi che già abbiamo, magari giocando sugli accessori? perchè non preferire il seconda mano ricordando che ogni capo adottato è sottratto a devastanti conseguenze? perchè non privilegiare gli scambi? perchè non donare invece che buttare via? e quando acquistiamo low cost, se proprio dobbiamo farlo, facciamolo con consapevolezza! molti capi sono di dubbia provenienza, lavorati da piccole mani che dovrebbero avere tutt'altri diritti. sono fermamente convinta che insieme possiamo farcela. insieme possiamo risollevare le sorti del pianeta! buona domenica! :)

lunedì 28 gennaio 2019

ricomincio da qui - ovvero come rompere il ghiaccio di una lunga assenza

la semplicità è l'essenza dell'universalità.
ghandi

ricomincio da qui. mesi di silenzio, di bisogno di fare ordine, non solo nella mia casa dei sogni, ma anche nei miei pensieri e nei miei progetti.
ho scritto, concisamente, del mio essere minimalista. 
ho avuto bisogno di capire quali strade percorrere. mi sentivo tutto e niente. troppe cose, troppi pensieri e troppe idee. poi ho riflettuto. ho pensato. ho capito che quello che mi appartiene, ora più che mai, è il termine minimo.
minimo il mio stile di vita, minima la mia quotidianità. ormai certe comuni non mi appartengono più. non mi ritrovo nei discorsi di moda e di costume, boccheggio letteralmente nei centri commerciali, desidero trascorrere un tempo lento e produttivo, non sopporto lo spreco, che sia anche solo un incarto inutile. come sono arrivata fino a qui, in odore di estremismo, non so dirlo.
ma ci sono. mosca bianca in un universo consumistico e superficiale.
i pomeriggi d'inverno passano operosi nella casa dei sogni.
questo il mio ultimo progetto realizzato: barattoli recuperati da morire sicuro.
mi sono regalata un supersecchio di vintage paint color burro. mi diverto a resuscitare oggetti,
perché il bidone sia l'ultima spiaggia.

non ho ancora ben capito quale sarà il loro riutilizzo, ma intanto ci sono ed a qualcosa serviranno.
mi piacciono moltissimo. l'idea di averli riportati a nuova luce mi gratifica.
proseguono anche i momenti di decluttering e di autoproduzione. vivere bene e con poco è possibile e curativo.
basta sapersi organizzare. la rivoluzione si fa a piccoli passi.
felice serata



mercoledì 1 agosto 2018

ma che ci vuole?

Chi sa contentarsi è ricco.
(Lao Tzu)

oggi ricorre ciò che mai avremmo voluto ricorresse: il nostro pianeta accende un mutuo che chissà se mai riusciremo ad estinguere. Da oggi le risorse sono terminate e da domani sarà tutto un rendicontare ed un affaccendarsi per non perire.

Cosa triste questa, ma quanti di noi realmente se ne sono resi conto? Pochi, a giudicare dal nostro operato senza sosta verso l'autodistruzione. Ora, lungi da me l'essere catastrofica. Vorrei però invitare i lettori a prendere una maggiore consapevolezza ed ad intraprendere una vita più semplice ma più fattiva. Chi sa contentarsi è ricco. Allora, tutti insieme, facciamo delle semplici azioni che, tutte insieme, miglioreranno qualcosa. non ci vuole molto. Parola mia!
Incominciamo a prendere sul serio l'autoproduzione come possibile soluzione: se autoproduciamo riduciamo gli imballi in maniera drastica, chiaramente. Se barattiamo e compriamo di seconda mano, riduciamo la produzione di rifiuti, chiaramente. Basterebbe che ognuno di noi, con semplici, piccoli gesti, aiutasse il pianeta sofferente.
Questo pomeriggio, passeggiando con le ragazze per il corso principale della mia città, ho volutamente fatto caso ai sacchetti del supermercato trasportati dalle persone: una marea. Se fossero state borse riutilizzabili, oggi avremmo prodotto meno plastica. 
Vi parlo sinceramente, tutti possono, se l'ho fatto io che ero una compulsiva-istintiva-sprecona-menefreghista.
L'altro ieri, per tenere compagnia alla mia mamma ed alle mie zie che ormai hanno tutte riacquistato lo status di signorine ultraottantenni, abbiamo sfornato 4 chili di taralli al finocchietto: conti alla mano, quanti sacchetti risparmiati?
e per i miei ospiti, con immenso piacere, preparo ciambelle e muffins: quanti imballi avrei accumulato in un'estate intera? 
per fortuna, vivadio, anche qui nel profondo sud stanno prendendo piede i thrift stores, i supermercati dell'usato: potete immaginare come mi galvanizzo in questi posti?
l'altro giorno, per 5 euro, ho portato a casa questo ben di dio, risparmandolo alla discarica!
La verità è che abbiamo troppo. Tanto da non godere più delle cose semplici.
La cosa mi spaventa e non poco, soprattutto per le nuove generazioni.
Si dovrebbe guardare in alto più spesso,  avrebbe detto mia nonna Antonietta.
Ci sono cose che non si comprano, proprio come questo messaggio ricevuto da una persona con la quale ho scambiato su coseinutili e che scrive di di questo blog

Un’ora che leggo il tuo blog mi piace come scrivi, mi piace quel che scrivi...mi piace perché sei mamma e lavori con i bambini 

Mi piace perché sei davvero ilcerchiomagico 
Perdonami ma quando sento una cosa la devo dire e non perché desidero una risposta e farti dire grazie ecc
A presto


Queste sono cose belle, regali graditi, words of wisdom che mi spronano a migliorare!

Vi chiedo scusa se sono stata prolissa, ma oggi, per me e per ciò che vorrei che fosse, è un giorno che avrei volentieri bypassato: il pensiero delle mie e di tutti i figli del mondo è ricorrente. Incrocio le dita, spero in meglio.
Concludo e vi mostro ciò che ho preparato per i nostri ospiti. Ho recuperato dei barattoli di medio-piccola misura (molti sono stranieri e non automuniti) ed li ho riemiti con della marmellata di pesche gialle, decorata con un coprivaso spiritoso ed un bigliettino da visita. Vi piace questa idea?
Serena notte di primo agosto.


lunedì 9 luglio 2018

il bradipo e la filosofia della lentezza


oggi mi sento a metà tra bradipo e balena. ho voglia di riposare la mente, devo ancora digerire il sovraccarico mentale durato un anno. ma io ferma non ci so stare. mia mamma mi racconta che neanche da bambina mi calmavo: avevo sempre qualcosa tra le mani e il cervello fumava continuamente progetti più o meno fantasiosi ed realizzabili.
le giornate, qui nella casa dei sogni, trascorrono con lentezza. la cucina pullula di bottiglie riciclate e resuscitate a contenere frutti di stagione
d'altra parte, al mercatino rionale, la frutta fresca abbonda, è un peccato non trasformarla in deliziosi succhi naturali. dopo aver parlato con il proprietario del bar sotto casa, ho fatto incetta di minibottiglie formato industriale. decine di succhi di pesca, mela, albicocca e pera hanno popolato la dispensa negli ultimi giorni di questa prima settimana di luglio.

con i peperoncini dell'orto sul balcone, invece, ho autoprodotto l'olio santo, piccante al punto giusto, pronto per condire salse ed insalate.
poi, in ultimo ma non per ultimo, ho conosciuto un mondo fantastico, quello di greenapes, le scimmiette verdi che si occupano di aiutare il nostro sofferente pianeta. dovete assolutamente sbirciare, è una community di condivisione di pensieri ed azioni green!
https://www.greenapes.com/it/


grazie all'idea di una scimmietta, tra l'altro amante di ampolle ed alambicchi, ho fatto una ricognizione in cucina per scovare (limitare ed eliminare) la plastica che affoga gli oceani.
io vi invito davvero a dare un'occhiata alla sua pagina, perchè lei, con i suoi preparati totalmente naturali, una mano al pianeta e a chi lo abita, la dà veramente!

https://dejanalab.wixsite.com/dejanalab

con mia grande soddisfazione ho trovato ben poco di non ricilabile: qualche busta e le tovagliette all'americana, il resto è assolutamente green ( a parte i tovaglioli di carta che non ho il coraggio di sostituire)
green, autoprodotto, scambiato o comprato second hand. solo la boule a pois è stato un regalo, graditissimo, di una cara amica.
tutti, nel nostro piccolo, possiamo favorire il cambiamento in positivo, il ritorno al passato, al momento, mi sembra l'unica soluzione possibile: non un cambiamento radicale, ma benefico, per cui basterebbe solo eliminare il superfluo.
anche quando , d'estate, la casa dei sogni si riempe di viandanti, non cado in tentazione: uso sempre stoviglie lavabili, ci metterò una decina di minuti in più a rassettare, ma che soddisfazione riempire un sacco blu ogni 21 giorni (e siamo in 4). vi lascio una buona serata con un'immagine del mio mare, via auguro, di cuore, tanta pace e tanta serenità.




lunedì 11 giugno 2018

rilassanti riflessioni e oculate pianificazioni - ovvero come dimezzare il budget estivo


stamattina, davanti a questa sontuosa colazione autoprodotta,
(credo la prima dell'anno, considerando che al mattino forse forse sorseggio un caffè al volo), riflettevo sul da farsi per i prossimi mesi e su come, con pochi e semplici accorgimenti, è possibile tranciare di netto il budget estivo ( a favore di altre attività) con poche e semplici mosse e con una produzione veramente minima di rifiuti da imballaggio.
mi piacerebbe che chi legge questo post possa condividere pensieri ed idee proprie in uno spirito di condivisione sempre più latitante.

  • autoprodurre bevande è un ottimo punto di partenza.
acque aromatizzate a volontà, con pezzetti di limone, arancia, fragola, menta e cetriolo per un effetto detox.

avete mai veramente riflettuto su cosa ci sia dietro una bottiglia di tè industriale?
a parte la plastica della bottiglia che, in questo caso sarebbe il male minore, avete riflettuto sulle stratosferiche quantità di zucchero bianco, edulcorati e coloranti, per non parlare di aromi artificiali che sono contenuti nella bevanda?
bene, fatelo. dopo di che armatevi di pentolone, acqua, thè sfuso (semplice ed aromatizzato) , zucchero integrale o miele o stevia.
basteranno 5 minuti per autoprodurre litri e litri di tè, da conservare in bottiglie di vetro nel frigorifero. se proprio volete stupire amici e familiari, invece che il tè aromatizzato già pronto, fate una purea della vostra frutta preferita ed unitela allìacqua, fate macerare per qualche minuto et voila!

invece, se volete ispirarvi al mio post sul succo di mela, sbirciate qui
d'estate, si sa, la frutta abbonda, è dolce e zuccherina naturalmente. 



infine, se amate sorseggiare un buon liquore al tramonto, quando la calura estiva lascia spazio alla frescura notturna, ecco il liquore al mandarino (ma anche all'arancia o al limone)


a presto

domenica 10 giugno 2018

Il magico potere del riso



Ridere è una vera medicina, calma i bollori e spegne la tristezza. Ma io però intendo il riso commestibile, che magicamente assume tante sfumature gastronomiche: dolce, salato, agro e ..perché no, latte di riso.
era da un pò che mi frullava l'idea di autoprodurlo, pensavo fosse complicato, portasse via tempo..e invece non cè nulla di più semplice e gustoso che NULLA ha da invidiare al gemello spurio industriale, nel gusto in primis, ma anche nella consistenza. senza sottovalutare il problema rifiuti, che vengono decisamente ridotti!

per prepararne 1,2 lt vi occorre:
1100 grammi di acqua
60 grammi di riso (possibilmente carnaroli perchè più morbido)
30 gr di zucchero - facoltativo , la prossima volta non lo metterò perchè mi risulta molto dolce, ma è una questione di gusto.)

vi fornisco le misure in grammi perchè io ho pesato anche l'acqua, non trovando il dosatore ..chissà che fine ha fatto!

step 1 - mettete in pentola 500g di acqua ed il riso e fate stracuocere per 40'
step 2 - aggiungete lo zucchero e frullate finemente con un pimer
step 3 - aggiungete la restante acqua e frullate ancora
step 4 - filtrate con un colino

mettere quindi in frigo e consumare in 3-4 giorni :)
con un chilo di riso e 400 grammi di zucchero ca otterremo qualcosa come 16 litri di latte di riso!
che dire? buon lavoro:))

venerdì 25 maggio 2018

la primavera-estate (lo spinger) del downshifter/declutterer compulsivo - ovvero come godere della stagione della rinascita


la primavera di un vero downshifter/declutterer comincia (e continua) con una serie di azioni votate verso il rinnovamento.
si rinnova il guardaroba
- si fa, in particolare, una cernita del bagaglio e si sceglie cosa tenere-cosa regalare- cosa scambiare- cosa riciclare ed infine cosa buttare via perchè proprio impresentabile
si fa un'ispezione negli stipi della dispensa
-si selezionano tutti gli utensili in disuso da anni e si trova il coraggio di metterli via perchè si prende consapevolezza che occupano solo e solo spazio inutile
si dà un'occhiata in libreria e ci si connette su anobi e su cose inutili per un rapido cambio titoli in vista dell'estate alle porte
ci si prepara all'orto sul balcone
-una spesa minima pari a qualche piantina per allestire un giardino più o meno pensile da far invidia a Babilonia (noi pomodori, basilico, erbe, cipolle, peperoncini e zucchine)
si rimettono a nuovo le biciclette, unico mezzo di trasporto nei mesi di calura insopportabile
-quest'anno il parco velocipedi si è arricchito di un nuovo membro acquistato di seconda mano: un affarone!
si fanno percorsi in bicicletta
- a volte andare per campagne è meglio che andare al supermercato
si pianificano le uscite
-mete, tempi, costi e organizzazione - queste prossime domeniche visiteremo posti limitrofi che non abbiamo mai visto fino ad ora
si fa, assolutamente, un piano conserve
-al mercato si va per fare incetta di frutta matura per le marmellate ed ortaggi per preparare, con anticipo, salse e primi piatti freschi e vitaminici
ci si prepara all'arrivo degli ospiti ne B&B, si rinnova qualcosa, anche un semplice barattolo decorato in una stanza fa la differenza!
si fa una lista di ciò che ci necessita per la spiaggia (e si aggiorna la lista dei desideri coseinutili)
-mancano, all'appello, solari, costumi da bagno per le bambine ragazze, infradito e qualche titolo da "sgranocchiare" con la mente sotto l'ombrellone, ma ancora c'è tempo per recuperarli
-si aprono le danze con un apericena sul terrazzo, con pochi ma buoni amici con i quali condividere idee e progetti
ci si rilassa di più
-il lavoro non occupa più buona parte delle mie giornate e posso dedicare le mie energie a cose che mi piacciono e mi appagano quasi quanto la compagnia dei miei bambini :)
e voi? avete già operato un planning per le prossime settimane?
felice pomeriggio







giovedì 4 gennaio 2018

l'eco befana e la storia di qualche busta di cartone

Devo lasciare un biglietto a mio nipote: la richiesta di perdono per non avergli lasciato un mondo migliore di quello che è.
(Andrea Zanzotto)

ebbè, queste feste volgono al termine.
si riprenderà a lavorare a pieno ritmo, le ragazze riprenderanno la scuola e la vita ricomincerà a scorrere lenta e talentuosa.
in questi giorni, tra amici, parenti e viandanti, cene, taglieri e pizzate, poco si è autoprodotto e tanto si è chiaccherato!
ma è così in questo periodo di pacifica confusione: un susseguirsi di eventi fanno un pò perdere l'orientamento almeno per chi, come me, ha i suoi ritmi ben scanditi e poco abituati alla velocità.
in ogni caso, dopodomani la simpatica vecchina sulla scopa verrà a portare via tutti gli addobbi e i decori di fine anno. 
i bambini ne gioiranno, sperando di spacchettare gli ultimi doni.
siccome la calza è un oggetto che obiettivamente lascia il tempo che trova, noi ques'anno le abbiamo fatte così, partendo da buste di carta strausate e parecchio ammaccate.
semplicemente, con un pennarello rosso, abbiamo dato la forma di un calzettone xxl
tagliato e cucito alla carlona :) è diventata una calza della befana a tutti gli effetti!
dentro delle caramelline gommose, un libro, qualche piccolo oggetto recuperato, un dinosauro barattato, una borsina second hand ma ancora come nuova et voila, la calza è pronta per essere consegnata
eccole qui le eco-calze. possono essere liberamente strappate, accartocciate, consumate, tagliuzzate e buttate via nel bidone della carta!!
buona befana e che questo anno sia lieto e creativo!

venerdì 22 dicembre 2017

come fare un (ma anche 3) regalo(i) gourmand in due ore, due euro, due minuti (per incartare) - il valzer dei panettoni parte II


l'uomo sperimentale l'altro giorno, divorato dall'influenza, quasi in punto di trapasso -potete immaginare un uomo malato- , si è rintanato nel letto e, dopo aver espresso nonsisamai, le ultime volontà, si è vitrualmente introdotto nelle community green del web. da qui ha captato un articolo sull'industrializzazione del cibo e, nello specifico, sulla preparazione dei panettoni e pandori di una nota marca, dossier a cura della federconsumatori.
in seguito, si è virtualmente introdotto, ancora moribondo, nel bake off italia ed ha contribuito, tra uno starnuto ed un lamento, alla preparazione di un panettone artigianale, mi ha richiamata con voce flebile che nulla di buono faceva presagire, (ri) chiedendo, per pietà, di poter gustare un buon panettone, di natura certa, la sera della vigilia.
detto fatto.
la ricetta l'ho presa qui
https://lacuochinasopraffina.com/cosa-cucino/natale/panettone-fatto-in-casa-facile-veloce/17869

siccome l'unico acquisto è stato il pirottone a misura e constatato che il forno ne poteva contenere ben 3, ho pensato di proporzionare l'impasto, se non altro per non sprecare energia.

dopo aver amalgamato tutti gli ingredienti, pensavo a chi omaggiare i due gemelli.
agli amici of course!
alla seconda lievitazione, dopo aver visto rinascere l'impasto, (ricordatevi già nel forno, altrimenti crolla) ho portato avanti la gravidanza trigemellare così: delle belle pagnotte lisce in  superficie, solo da spennallare con dell'albume bagnato di limone ed un pizzico di zucchero.
siccome il grosso della preparazione sta nella lievitazione, la cottura non supererà i 30 minuti. e questo è quanto otterrete se vi cimenterete nella preparazione dei panettoni homemade.

per la collega, invece, siccome l'occhio vuole la sua parte, ho recuperato carta e bacche da una passata confezione, tagliato la metà non scritta di un vecchio biglietto e assemblato il tutto. a quasi zero waste, come piace a noi!
ovviamente il panettone non si conserva per mesi. ma può essere felicemente congelato e ripreso all'occorrenza:)
felice pomeriggio dell'antivigilia.

martedì 19 dicembre 2017

arsenico e vecchi..biglietti! ovvero come comprendere che tutto si può trasformare (o quasi!)


at christmas, a natale, converrete con me molte spese potrebbero essere evitate, anzi, sarebbero ampiamente ripagate dalla creatività.
una di queste è quella che riguarda i biglietti, ma anche i segnaposto, i chiudipacco, i materiali per le confezioni (questi ultimi, a dire il vero, devono assolutamente essere ricilati!)
sapete che siamo ormai bilingue (vivadio!) la casa è per gran parte dell'anno condivisa con ospiti stranieri, scozzesi in particolare. da loro abbiamo appreso tante cose, tante tradizioni ed usanze che i non tutti i libri scrivono. una di queste è la tradizione (sine qua non) di inviare e ricevere biglietti rigorosamente cartacei (che poi espongono sul caminetto o su quello che definiscono unit (c'ho messo un pò per capire che trattasi della credenza:)
siccome le cose ci piace farcele da noi, abbiamo pensato di crearne qualcuno, partendo da vecchi biglietti e dalla famosa carta frisé dei creakers.

la cosa è semplicissima: carta, vecchi biglietti, decorazioni riciclate e colla a caldo. e una trantina di minuti da trascorrere con una mano in pasta e l'altra afferrando una fumante tazza di the speziato.

non importa che all'interno siano scritti, tanto vanno incollati! allora spazio alla fantasia, alla ri(composizione dei biglietti, partendo da immagini prese qua e là.

alla fine, da qualcosa di apparentemente inutile, abbiamo creato qualcos'altro di molto utile e speriamo gradito a chi riceverà.

la fantasia la fa da padrona!
ed è un susseguirsi di risate sulla tavola della casa dei sogni.
alla fine tutto è pronto per essere imbustato e spedito!

buona, anzi ottima serata!

giovedì 14 dicembre 2017

il walzer dei panettoni - ovvero come sfidare l'antica arte pasticcera e farle un bel baffo ;)





Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia.
(Albert Einstein)

dopo aver letto qualcosa sulla preparazione di certi panettoni industriali ed aver divorato (in compagnia) un ottimo (ma costosissimo come è giusto che sia ) panettone artigianale alle castagne del Pollino, ho pensato che fosse venuto il momento di sperimentare la preparazione del panettone nella mia minicucina 😖😌😌😌

e allora mi sono messa all'opera: rispetto alla ricetta originale ho utilizzato decisamente meno burro.  le parodie e le barzellette sui pranzi calabresi non sono del tutto infondate 😉 ..e quindi ho cercato di limitare i danni, in vista delle rimpatriate con amici e parenti di varia provenienza!

quindi ora vi dico cosa mi è servito e come ho fatto.
la cosa è stata decisamente più semplice di quanto pensassi.

dunque vi servirà:
un giorno e mezzo..farina, uova, burro, poco zucchero, lievito, arance e limoni, gocce di cioccolato

e precisamente:
 per la biga:
80 gr farina
13 grammi lievito (o mezzo panetto)
40 ml di acqua
mischiare gli ingredienti, lavorarli fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico e lasciare lievitare per 3-4 ore

1 impasto
la biga lievitata
160 gr farina manitoba
90 grammi farina o
80 gr burro
80 gr zucchero
2 tuorli
180 ml acqua
mischiare gli ingredienti, lavorarli fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico e lasciare lievitare per almeno 8 ore

2 impasto
la biga lievitata
160 gr farina manitoba
20 grammi farina 0
20 gr burro
20 gr zucchero
2 cucchiai miele
2 tuorni 
la buccia grattugiata di due arance ed il succo di mezza
la buccia grattugiata di 1 limone
un baccello di vaniglia (a cui toglierete i semi)
4 cucchiai di gocce di cioccolata
mischiare gli ingredienti, lavorarli fino ad ottenere un panetto liscio ed elastico e lasciare lievitare per almeno 5-6 ore già nello stampo

vi consiglio di lasciare questi impasti già in forno, perchè, toccandoli potrebbero crollare


accendere il forno a 150 gradi per 45 minuti
prima di sfornare, fate la prova stecchino

una delizia!!! provare per credere!!


venerdì 8 dicembre 2017

l'anticonsumismo dei chiudipacco - ovvero come scatenare la fantasia con un occhio all'ecologia!



L’originalità consiste nel tornare alle origini.
(Antoni Gaudí)

l'unica cosa acquistata quest'anno è stata una spola di nastro rosso a pois.

siccome trattavasi di chiudere perlappunto dei pacchetti dono, invece che accaparrarmi stelline, cuori, abeti e gingerbreads di legno, ho preferito farmeli da me i chiudipacco.
ho fatto un impasto di acqua e farina, colorata di verde e rosso con del colorante alimentare. ho steso l'impasto, sagomato a forma di alberelli, cotto in forno, dato una lucidata e tadaaaaa, pronti in un quarto d'ora i miei chiudipacco!


eccoli qu, ancora un pò infarinati, pronti per accompagnare dei piccoli pacchetti-dono: delle marmellatine dolci ed agrodolci, della frutta secca, dei tarallini fragranti e gli innominabili butter cookies

alle colleghe, invece, un sacchettino di carta riciclata decorata con una gingerbread man tagliato da una scatola da pacchi che contiene un altro gingerbread man fatto di stoffa (di riciclo) e profumato alla lavanda (naturale):) insieme a qualche bustina di thè ginger lemon, tanto per rimanere in tema:)


e voi cosa fate? siete come noi qui alle prese con l'atmosfera magica della festa?