Racconti di vita frugale, di autoproduzione, decrescita, riciclo, decluttering e downshifting , che sono parole spesso citate nei miei post. Uno stile di vita semplice, progetti creativi e di vita di una famiglia assolutamente sperimentale e di due bambine. Idee che dalla mia testa finiscono su queste pagine. Gocce di vita, esperienze e ricette da condividere e da copiare! Benvenuti in questo mondo!

lunedì 24 aprile 2017

Palermo per famiglie downshifter? Sì, grazie!


Non smetteremo di esplorare, alla fine di tutto il nostro andare, ritorneremo al punto di partenza, per conoscerlo per la prima volta. (Thomas Sterne Eliot)

Quest'anno, all'ultimo momento o quasi, abbiamo deciso di trascorrere le feste pasquali a Palermo.
Non so esattamente per quale ragione abbiamo scelto questa città piuttosto che un'altra, di sicuro non ci siamo pentiti della nostra decisione.






Cosa fa una famiglia downshifter prima della partenza? cerca di progettare il soggiorno.
dalla nostra esperienza sul campo ho pensato di scrivere un piccolo vademecum che, forse, ritornerà utile a chi volesse concedersi una vacanza in questa bellissima città.

 la famiglia downshifter non va in albergo. per principio etico, per avere un contatto più diretto con i residenti, per sentirsi ragionevolmente un pò a casa sua.
quindi abbiamo optato per airbnb. qui ha giocato la mia storica empatia. giovanni mi ha ispirato fiducia da subito con i suoi modi cortesi e la disponibilità confermataci all'arrivo.
senza dilungarmi troppo in chiacchiere vi suggerisco che:

in autostrada
  1. da salerno in giù l'autostrada è free, almeno fino a messina. 
  2. sarebbe preferibile acquistare i biglietti per la traversata dello stretto online, perchè spesso corredati di offerte allettanti e sconti famiglia
  3. meglio organizzare dei picnic per strada bypassando tutto ciò che è autogrill (noi torte salate e macedonia..se poi in contenitori riutilizzabili è il massimo)
  4. bisogna sempre portare in borsa delle bottigliette di plastica accartocciate: srotolate al momento del bisogno diventano come nuove!
  5. non dimenticare in ordine sparso: documenti, fazzoletti di carta, igienizzante.
in città:
  1. a palermo ci sono tante fontane. inutile acquistare l'acqua nei bar o al supermercato, tanto per i soldi, tanto di più per lo spreco di plastica
  2. a palermo  tantissimi locali, all'entrata, hanno un flacone di igienizzante a disposizione dei passanti
  3. non occorre andare per ristoranti: il floklore si assapora per strada
  4. la città si gira a piedi: scarpe comode, acqua in borsa e tanta voglia di gironzolare
  5. non si può lasciare la città senza fare colazione da Spinnato, antica caffetteria sulla via principale: si investe un piccolo capitale, ma le papille gustative e l'umore ringrazieranno..
 

 

6. esiste un servizio di autobus citytour a prezzi alti. occorre sapere che, gratuitamente, è a disposizione di cittadini e turisti un autobus di città che fa il tour del centro storico e passa ogni 10 minuti. l'unica differenza è che manca la guida.
7.  i grandi magazzini regalano le guide di città: avendone una in mano è fatta! a piedi si parte in esplorazione di una della città più antiche, più ricche di cultura e di tradizioni del mondo!
8. palermo, contrariamente alle credenze popolari, è una città molto sicura. nel centro cittadino, sempre gremito di gente, si può stare, con e senza bambini, fino a tarda ora ad ascolare musica o a guardare, incantati, i monumenti illuminati.



cosa vedere:
  1. tutto ciò che davanti al naso ci appare! in una mescolanza di stili, costumi e persone.
  2. i colori ed i sapori che si mescolano nelle vetrine dei forni e delle pasticcerie.
  3. la zisa, che mi è rimasta nel cuore
  4. i mercati, tripudio di colori e odori cha tanto sanno di suk
 

 5. la cattedrale, imponente mix di stili architettonici e preziose testimonianze del passato
6. il teatro massimo, luogo di incontro preferito dagli artisti e dai letterati
cosa non farsi mancare:
  1. l'ottima cucina palermitana da strada: sfincioni, arancini, panini, cannoli e cassate, ma anche granite e gelati dal gusto esaltante.
come organizzarsi con i bambini affinchè non si commettano delitti in centro città:
la via principale , via maqueda, è un tripudio di negozi di giocattoli e cose così: tutti i bambini del mondo diventerebbero matti nel vedere tutto quel ben di dio.
occorrerà negoziare. far capire ai bambini il valore di un viaggio, cercando, con molta fatica, di convincerli a portare indietro un ed un solo oggetto, possibilmente piccolo e poco costoso, in ricordo di una settimana trascorsa insieme all'insegna della scoperta.
Siccome Arianna è curiosa nelle vene, ha scovato questa simpatica calamita che ora giace sul nostro frigo in una piccola bottega a ridosso della vucciria;) Angelica, invece, ha riportato con sè una boccetta di profumessenza di agrumi. e noi? etti ed etti di spezie...riuscite mica a sentirne l'odore???



martedì 11 aprile 2017

l'abito non fa il monaco

Ciò che mi fa andare avanti è sognare, inventare, poi sperare e sognare un po' di più, proprio per continuare a sognare.
J.Barbera 

Del fatto di acquistare colombe industriali non se ne parla proprio. Nè per noi e Nè per gli altri. E neppure le uova e i loro abominevoli incarti sosteranno in questa casa.
Un giro di messaggi è stato doviziosamente inviato ad amici, amici degli amici e parenti con la calda raccomandazione di NON portare uova, ma semplicemente bei sorrisi e , se proprio donatori, che sia di cose fatte in casa con ingredienti semplici e senza troppi edulcoranti.
Sembra che la cosa abbia funzionato e che, a poche ore dalla nostra partenza per la Sicilia, la casa sia allegra sì, ma non luccicante di carte poi inutilizzabili ed altamente inquinanti. Solo qualche "cullura", il nostro dolce tipico ha deliziato i nostri palati.
In compenso, con le ragazze, abbiamo sfornato pani ai semi di papavero per tutti. 
Però, a dirla tutta, non avevamo intenzione di incamminarci alla ricerca di forme adatte e quindi, abbiamo utilizzato quelle avanzate per i ciambelloni di Natale. Lo so, potrebbe sembrare anacronistico, ma ha funzionato ed in fondo sono servite solo per "stampare" i pani:)

semplici e profumatissimi, per 1 pane abbiamo utilizzato:
250g di farina manitoba
50 gr di olio di oliva
20 grammi di zucchero
1 cucchiaino raso di sale
100 gr di acqua
100 gr di lievito madre (oppuire mezzo cubetto di lievito di birra)

abbiamo impastato tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido e "appiccicoso"
abbiamo lasciato lievitare per un'ora. ripreso l'impasto e posizionato negli stampi decorando con una generosa spolverata di semi di papavero.
abbiamo lasciato lievitare fino a raddoppio e più, mettendo già in forno gli stampi, per eviatare che il movimento potesse abbassare la pasta 
infine abbiamo cotto circa 35 minuti fino a doratura.

facendo finta di non guardare il bordo natalizio, questo il risultato!
infine, per ricordarci il motivo per cui abbiamo preparato i pani, li abbiamo delicatamente tolti dallo stampo e confezionati con della carta da forno alla base e della carta trasparente per alimenti recuperata dal sacchetto del pane.
il tutt finito con un nastrino arancio.
che ne dite? vi piace l'idea autoproduttiva a quasi zero rifiuti??

martedì 28 marzo 2017

lo sprin(g)t del downshifter quasi perfetto


Avere ciò di cui si ha bisogno è la vera ricchezza.  
Louis Bollioud-Mermet

beh, se ci pensassimo e se distogliessimo lo sguardo dal futile magari spegnendo la tv, ci renderemmo conto che la maggior parte di noi ha già ciò di cui ha bisogno.
personalmente ho due figlie che mi riempono la vita, il cuore, l'anima e le giornate.
ho un lavoro che amo, non sono ricca e nè anelo ad esserlo. se apro l'armadio trovo qualcosa da indossare senza dover correre in boutique.
le grandi marche le lascio ai grandi sciocchi (ma è un parere personale, non me ne vogliate per la schiettezza)
anche se apro il frigo qualcosa da sgranocchiare non manca.
qualcosa. qualcosa e non tutto. e qui sta il segreto della felicità. nel non volere tutto, ma parte di esso che ci abbisogna veramente.
e soprattutto di accontentarsi di ciò che si ha.
personalmente, non posso permettermi la boutique, dunque mi accontento del second hand e degli scambi fashion:) per non parlare dei mercati dove perdo completamente il controllo :) 
non ho il caviale e lo champagne, ma autoproduco del buon cibo ( a detta di chi lo assaggia). 
mi concedo un paio di viaggi ben studiati a tavolino in termini di convenienza rapportata alla qualità (siamo in 4 e non sempre è fattibile) . leggo. tanto, molto, mi piace sentire l'odore dei libri, che poi dono o scambio con altri libri: in questo modo posso leggere le ultime pubblicazioni al costo di un francobollo.
e sono una groupon addicted per pizzerie e ristoranti. 

è primavera.  cosaà mai una famiglia downshifter in primavera?
prima di tutto lo fa capire alla casa dei sogni ;)
spalanca i finestroni, si fa baciare dal sole, gode in tranquillità della vista mare dal divano.

ma organizza anche brevi uscite fuoriporta con pic-nic al seguito.

e invita gli amici a cena.
e va per campagne a panificare.

e le colleghe nell'ora del thè (crostata inclusa)





 quante cose si possono fare intorno ad un tavolo?
oltre al thè con le colleghe si può pensare di confezionare delle bomboniere per le cugine che festeggeranno la prima comunione ad aprile.. così da far nascere, insiema ai fiori, a nuova vita delle scatoline che altrimenti sarebbero stae dimenticate nella soffitta.



e poi fa una serie di attività low cost. 
lunghe camminate, sensazionali serate in riva al mare (ma se il mare non c'è sentitevi liberi di sostituire l'ultima parola)
brevi meditazioni e chicchiere a quintali.
come vedete, non ci vuole mica tanto per fare primavera!!
serena primavera a tutti voi.




sabato 11 febbraio 2017

(ri)torno in un pomeriggio (quasi quasi) perfetto

dopo una lunga e sofferta assenza, costellata da eventi poco piacevoli e funeste premonizioni, oggi pomeriggio ho ripreso la tastiera e scrivo sul blog.
buon segno.
volendo, ma non potendo, cancellare gli ultimi due mesi, riparto da qui.
a seguito di una completa e giustificata apatia ed avversione verso qualsivoglia forma di manualità, un paio di giorni fa, senza alcun preavviso, le mie mani hanno ricominciato a muoversi.
due comodini, di un marrone tristissimo, semirovinati ma con un grande potenziale erano pronti per il bidone.
ma io non potevo permetterlo.
quindi li ho presi e scartavetrati, e colorati di azzurro polvere.
quando saranno completati, ma il peggio è passato, il grosso è fatto, ve li mostrerò nel loro ambiente, che poi è la mia camera.
anche una vecchia scatola di camicia, logata e logora, sarà presto trasformata in un secretaire che custodirà i miei pensieri più belli.
sarà che il mio mare mi ha tranquillizzato ed ispirato, ho pensato di creare un angolino ton sur ton sul davanzale della finestra. lo vedete il mare? oggi è calmo, ma fino a ieri ruggiva come un leone in gabbia.
nella testa mi frullano tante idee nuove. ho voglia di cambiamento. voglio sporcarmi le mani di pittura e serenità.
a presto. felice fine settimana